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Foto feste AME

 

Film

 

Diverse Foto

 

Biografia di Gerardo Di Pietro

 

COMUNICAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TUTTO SU MORRA DE SANCTIS

 

22-10-17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il castello di Morra De Sanctis  (cliccare su foto per ascoltare l'Inno Italiano)

Il castello di Binningen (cliccare su foto per ascoltare l'Inno svizzero)

     

 Queste pagine web si arricchiscono progressivamente di vari volumi e quindi di molte cognizioni letterarie. Tutti possono accedervi. Si richiede solo a chi usa documenti o concetti tratti da queste pagine, l'onestà intellettuale di citarne la fonte da cui sono state prese.

 

FOTO INAUGURAZIONE A MORRA DELLA PIAZZA E MONUMENTO PER GLI EMIGRATI

 

Il morrese emigrato Antonio Di Pietro, professore di Biologia e ricercatore all'Università 19/10 e domani 20/10 partecipa ad un seminario alla ETH di Zurigo. Per l'occasione non ha mancato di farsi una foto ricordo davanti alla lapide col bassorilievo di Francesco De Sanctis che si trova di fronte all'Aula Magna del Politecnico dove insegnò il De Sanctis.

 

Cliccando sui Link che seguono potete caricare i libri di e su De Sanctis:

 

https://archive.org/details/unviaggioelettor00desa?q=Un+Viaggio+elettorale 

 

https://archive.org/details/lacriticalettera00croc 

 

https://archive.org/details/inmemoiradifran00sancgoog?

 

https://archive.org/details/031DeSanctisStoriaDellaLetteraturaItaliana1Si098?q=Storia+della+letteratura+italiana (Volume 1)

 

https://archive.org/details/032DeSanctisStoriaDellaLetteraturaItaliana21912Si100?q=Storia+della+letteratura+italiana (Volume 2)

 

https://archive.org/details/gliscrittidefran00crocuoft?q=Scritti+vari 

 

https://archive.org/details/scrittipolitici00sancgoog?q=Francesco+De+Sanctis+Scritti+politici 

 

https://archive.org/details/bub_gb_viZTAAAAcAAJ 

 

https://archive.org/details/francescodesanct00torr 

 

https://archive.org/details/nuovisaggicriti00sancgoog?q=Francesco+De+Sanctis+Nuovi+Saggi+critici

 

https://archive.org/details/opere000554mbp?q=Francesco+De+Sanctis+Opere

 

https://archive.org/details/commemorandofra00penngoog?

 

 

PARTENZA DA ROCCHETTA E ARRIVO STAZIONE MORRA TRENO STORICO CON PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA

 

Nel Link che segue in lingua inglese si parla delle rappresentazioni teatrali a Morra dedicate al De Sanctis

https://thetheatretimes.com/francesco-de-sanctis-electoral-travel-stage/

 

(cliccare sul Gazzettino per vedere se ci sono nuove notizie)

IL GAZZETTINO

 

Non dico questo. La storia non è del tutto inutile, perché un popolo che non conosce la propria storia è come un uomo che non abbia memoria della vita passata, legato al presente come un animale. (Francesco De Sanctis, Saggi critici, Schopenhauer e Leopardi, Dialogo tra A e D.)

Dal mio libro: 30 ANNI  CRONACHE DA MORRA DE SANCTIS E DEI MORRESI EMIGRATI, VOLUME 2

  AI FIGLI DEI MORRESI EMIGRATI

SPIGOLATURE SU MORRA

Settembre 1992

L’estate a Morra faceva ancora “jéssi e trasi”, a volte c’era il sole, a volte pioveva. Gli emigrati erano arrivati per un po’ di tempo e poi ripartivano per andare al mare. Le ditte lavoravano alla ricostruzione e il quartiere Pagliaie era già quasi tutto in piedi, ora privo dei suoi caratteristici ballatoi esterni sulle scale “afii”, sotto i quali, nei tempi passati, grugniva contento il maiale, mentre la gente prendeva il fresco seduta sugli scalini e raccontava i fatti del giorno. Adesso a destra e a sinistra ci sono due file di case tutte uguali, con le saracinesche nuove zincate e la boccola d’aria per il gas che dovrà arrivare anche a Morra. Guardando fino in fondo alla strada dalla bottega di Caporale, si vede ancora la barriera delle casette antiche, originali nella loro individualità. Ognuna di esse aveva una storia sua, che era scritta sulle pietre della facciata scorticata, sui fiori alle finestre, sugli embrici del suo tetto sbiaditi dalla pioggia. C’è ancora qualche grondaia dalla quale veniva giù l’acqua piovana nel mastello che le massaie mettevano fuori per raccoglierla per lavare la biancheria, quando a Morra non c’erano fontane. ~ 412 ~ Caporale si lamentava che qualche camion aveva da molto tempo rotto la fognatura e che, nonostante le sue rimostranze, nessuna Autorità se ne curava. Nell’aria sfrecciavano giulivi stormi di rondoni, come se quel paese nuovo che sta crescendo giorno per giorno fosse stato sempre così e il terremoto non ci fosse mai stato. A guardare giù dal palazzo del Principe si vede la distesa di tetti nuovi, che testimoniano la ricostruzione avanzata del paese. Ora stanno ricostruendo la zona sulla piazza, proprio dove abitava Marino Gambaro. Per costruire quelle case furono praticati dei buchi lungo la strada che va verso il palazzo del Principe che furono riempiti di cemento, nel demolire le case però, la scarpata cedette ed i travetti di cemento si ruppero. Quando ricostruirono la casa Giugliano sotto l’Annunziata, per tutta la scarpata vennero alla luce ossa e teschi buttati alla rifusa l’uno sull’altro; faceva una certa impressione vedere lungo il taglio della scarpata biancheggiare tutte quelle ossa. Sulla piazza il geometra Braccia sta terminando il suo palazzo e mi son piaciuti i portali di pietra, che ha ricostruito com’erano prima. Si lavorava alla chiesa Madre, ma non a quella di San Rocco, che è rimasta così, semi ricostruita, con le mura vecchie bucate da centinaia d’iniezioni fuori, e con i possenti travi di ferro blu, che stanno arrugginendo dentro. Ma non bisogna demoralizzarsi, la chiesa sta in buone mani: in quelle dell’Assessorato per la conservazione dei Beni Architettonici e Culturali della Provincia di Avellino e Salerno e quelli sanno perfettamente come si conserva la cultura, anche se cambia aspetto dopo che hanno finito. Guardate per esempio la statua di San Rocco sulla Guglia... era stata là cento anni e molti pittori dilettanti morresi, per devozione, l’avevano pitturata, tra di loro anche Antonino Gallo e anche mio padre. Ma dopo che è stata pitturata dagli specialisti delle Belle Arti, sembra che la statua non abbia gradito tanto l’intervento; infatti, da quel giorno cola ruggine da tutte le parti. Bazzecole, la gente pensa ai fatti suoi: – Mica la croce ti dà a mangiare – mi diceva un tale che aveva sentito come io reclamavo perché dopo undici anni dal terremoto non sono stati ancora in grado di riparare la croce antica dei Piani, ~ 413 ~ un mondo che non sa più pesare i valori, si parla come se per mettere quattro pietre di una croce caduta, dovesse morir di fame tutta la popolazione morrese. L’Edificio Polifunzionale non funziona ancora, non è ancora terminato. Chissà perché quando lo vedo, mi viene alla mente quella frase del Griso: – Questo matrimonio non sa da fare né adesso, né mai, o chi lo farà se ne pentirà!– Semplice associazione distorta, o presentimento? A volte la mente umana associa tante cose curiose! Poco distante dall’edificio polifunzionale stanno costruendo il nuovo ufficio postale. È terminato anche l’edificio scolastico. Enorme, con le sue scale di ferro esterne antincendio, all’americana, attende malinconico l’incremento demografico della popolazione morrese per assolvere il suo compito. Il Preside mi mostra al piano superiore la biblioteca che regalò il Professor Daniele Grassi. I libri, ormai al riparo dalle intemperie, non come erano stati fino ad ora nel container, sono stati catalogati ed esposti negli scaffali. Nell’ampio locale ci sono anche una televisione e un piano elettrico. Il Preside mi diceva che voleva creare un centro culturale anche per adulti, dove la gente poteva entrare, leggersi un libro, oppure guardare la televisione, o fare della musica o una partita a carte. Io penso che è un’ottima idea e suggerisco di comprare una videocamera e formare dei gruppi di scolari invitandoli a trattare i diversi aspetti del nostro paese. Il vecchio edificio scolastico è ristrutturato, servirà come caserma dei carabinieri. Il Presidente dell’AME di Zurigo Gerardo Pennella mi portò a casa sua a Selvapiana, la sua nuova casa, bella e spaziosa: – Davanti alla porta ci passerà una strada – mi dice. – Una di quelle che dura un anno e poi si rompe? – replico io. Ma lui mi dice che sarà una strada buona, fatta con tutte le regole e quindi duratura, e non la solita strada premio del dopo elezione. Andiamo poi ad Andretta, non c’ero mai stato. Mi porta con la macchina in quelle stradine strette come la cruna di un ago; andiamo a trovare don Pasquale Rosamilia, il prete che scrisse anche una volta una ~ 414 ~ lettera alla Gazzetta. – Sono anche un po’ parente ad Antonio Chirico – mi dice don Pasquale. Poi gli presento il Presidente di Zurigo e il Presidente centrale, che si trovava proprio da quelle parti. Vedo tuttavia che sul periodico andrettese “L’ECO DI ANDRETTA” c’è scritto che il Presidente dell’AME sono io. Io non mi sono mai presentato candidato alla presidenza dell’AME, preferisco fare il mio lavoro da subalterno. Mi dispiace che a causa della Gazzetta che io stampo, susciti l’impressione di essere io il factotum dell’AME. Gli altri fanno anche molto per mantenere in piedi l’Associazione, altrimenti non funzionerebbe. Senza il loro prezioso lavoro l’Associazione sarebbe già finita tanti anni fa. Devo fare un elogio a tutti quelli che aiutano alle feste, ma specialmente, se mi consentite, a tutti i soci attivi della Sezione di Basilea, i quali non hanno mai avuto l’ambizione di entrare nel Comitato, ma continuano ogni anno ad aiutarci in tutte le manifestazioni che facciamo. Come vedete presso di noi non esistono ambizioni di comando, ma solo di servire la causa dell’AME. Gerardo mi porta sulla collina dove hanno fatto una bella strada naturale, fiancheggiata dalle stazioni della Via Crucis, con abeti e pini, delle panche e anche la griglia per arrostire le salsicce. Ai nostri piedi si stendono i tetti antichi di Andretta e lontano all’orizzonte i monti chiudono lo sguardo che s’attarda nel piano. Un luogo molto bello, così come molto bello è quello che hanno fatto sulla parete di roccia arenosa della collina, con tutte quelle nicchiette con le Madonnine e fiori. Vedo che Andretta non ha solo un corpo, ma anche un’anima e non se ne vergogna; penso alla nostra unica cappelletta a Morra vicino a casa Covino che volevano abbattere per allargare la strada. Meno male che misero le firme per salvarla! Alla processione della Madonna del Carmine ci sono molte persone, tutto merito di don Siro, che sta acquistandosi la simpatia dei fedeli. Ma la statua della Madonna è di nuovo sul camion, non è più portata a braccia come lo scorso anno. La festa che segue è bella, una musica semplice, ma che permette a tutti di divertirsi ballando. Minicantonio è contento di aver aiutato ancora una volta ad organizzare una bella festa. Dopo tutto quello che ho scritto devo precisare ~ 415 ~ una cosa: Se le case sono troppo uniformi, la colpa non è dell’Amministrazione comunale. Il tempo per la ricostruzione del paese urge e la gente non vuole mettersi d’accordo. Chi ha il “sottano” non vuole cederlo a chi ha la camera sopra e farsi la casa in un altro posto, e così via. Spesso sono stato testimone di queste battaglie che farebbero uscir dai gangheri anche un certosino. Di queste difficoltà la gente che è lontana, o le Nazioni straniere che criticano la nostra ricostruzione, non hanno neanche un’idea. Perciò, o le case si fanno, o si aspetta alle calende greche e se sono così uniformi, hanno almeno il pregio di essere uguali per tutti e di non suscitare l’invidia degli altri. Ho sempre sostenuto che ogni popolazione ha quello che si merita e quando io continuo a dissertare sull’aspetto estetico del nostro paesello, non serve se agli altri non glie ne importa niente. Ora, che il paese è già quasi ricostruito, qualcuno s’azzarda anche a dire che questa o quella cosa non gli piace: “Doppu arrubbatu Sanda Chiara nge mettimmu re porte de fiérru” si dice. Ma a paese già costruito, è troppo tardi per cambiare e per avere di nuovo tanti soldi bisogna attendere un altro terremoto, cosa che non ci auguriamo. Se questa gente avesse avuto il coraggio di parlare prima e di unire la sua voce alla mia, forse si sarebbe potuto fare qualcosa. Ma il coraggio civile è quella cosa che non si può acquistare: o uno ce l’ha per natura, o gli manca e così non riesce a parlare. Che la Gazzetta sia stata profetica in certe occasioni si può facilmente controllare leggendo i numeri arretrati. Oggi si parla di rinnovo dei partiti ed io lo scrivevo già otto anni fa; si è fatto uno Statuto comunale che prevede la possibilità dei cittadini di intervenire sulle questioni comunali ed io lo scrivevo tanti anni orsono, non solo, ma l’ho sempre praticato con la Gazzetta ed anche a voce. A Morra, però, è proibito avere un’opinione propria. Chi ci prova, è subito catalogato o di un partito o di un altro. Là, o si bela all’unisono con uno dei greggi, o ti relegano nel branco dei lupi che, nota bene, sono sempre gli altri. Alla gente di Morra non passa neanche per la mente che ci possano essere delle persone che non sono di nessun partito, ma che intervengono solo per ~ 416 ~ spirito civico, perché vedono così le cose e vorrebbero aprire gli occhi a chi li ha chiusi. Non essere di nessun partito non è uno scandalo; dopo quello che il giudice Antonio Di Pietro ha tirato fuori negli ultimi tempi nessuno può più dubitare che era lecito avere dei dubbi su quello che stava succedendo. Tutti lo sapevano, solo i dirigenti politici al vertice non sapevano niente. Ora dicono che vogliono rinnovarsi ed io spero che lo facciano, ma son curioso di vedere come faranno a liberarsi di tutta quella zavorra che hanno accumulato dalla fine della guerra fino ad oggi, per tornare al loro ideale originale; soprattutto se saranno veramente capaci di educare i loro iscritti a una coscienza civica basata sul rispetto delle leggi e non sui favori. Ora abbiamo un impegno comune: quello di salvare l’Italia dalla catastrofe economica. La moneta è svalutata. Il primo pensiero che mi venne quando lo sentii fu questo: II Governo deve varare delle dure misure economiche che toccano il portafoglio di tutti i cittadini. Non è un compito facile farle approvare. Ora che la lira è scesa, però, la paura di stare peggio farà passare alla svelta il provvedimento. Per far tornare sulla lira ci penserà il Cancelliere Kohl più tardi, ma sono solo delle fantasticherie, che mi sono subito passate. Vedete, io sono sospettoso per natura, ma poi dopo poco mi passa. Non devo sempre essere per forza profetico con le mie previsioni. Mi auguro tuttavia di aver avuto ancora una volta ragione e che l’Italia, dopo un po’ di tempo che saranno in vigore le misure economiche, ritorni più forte di prima e che il tutto sia stato solamente la scena di una commedia europea, fatta apposta per spingere il popolo italiano a trovare la forza di saltare sulla propria ombra. E alla fine ringrazieremo Amato.

Gerardo Di Pietro

 

Voi non ascoltaste il frinire delle cicale

sugli alberi d'acacia, nei pomeriggi roventi,

distesi nella polvere della strada senza gente.

Voi non udiste, nelle notti stellate gorgheggiar I'usignolo

e cantare i grilli sotto la luna d'argento d'agosto,

e non vedeste le donne, in crocchio sedute,

snocciolare i chicchi del granturco

e raccontare le storie passate.

E cadevano le messi di luglio dorate

sotto la falce dei mietitori,

che I'univano in manipoli,

I'arsura placando al cannello

della fiasca di vino morrese.

E dalle stoppie bruciate saliva I'allodola

trillando nel cielo azzurro del mattino,

e le bisce strisciavano sibilando

tra I'erba alta vicino al pantano.

E non sedeste intorno al ceppo nel focolare

a mirar le faville

e ad ascoltare i paurosi racconti di fantasmi

mentre fuori infuriava la bufera.

E non rincorreste, selvaggiamente liberi,

lucertole e farfalle

raccogliendo i fiori nei campi rossi di papaveri.

Non foste ricchi di sole e di vento, d'aria e di luce e di vasti orizzonti

degli agresti profumi di erbe e di fiori

che natura creava.

E non udiste il rombo del torrente,

minaccioso dopo la pioggia violenta,

separare la campagna dal paese, senza possibilità di guado.

E non vedeste il contadino

aggrappato alla coda dell'asino fedele,

seguirlo cantando alla sua masseria,

al termine della domenicale libagione.

E tra il fango delle strade si viveva

i momenti fuggenti della vita, or divenuti ricordi,

e dall’alto del colle scrutavamo orgogliosi l’orizzonte lontano,

che era la fine del nostro mondo.

Voi non vedeste i vostri genitori incamminarsi

sulla via senza ritorno

e dimenticare la loro fanciullezza.

Voi non vedeste le cose che rendevano bello il vostro paese:

come potete amarlo?

 

GERARDO DI PIETRO

 

Vi informo che è online il sito del bicentenario. www.bicentenariofrancescodesanctis.it Cordiali saluti. Pietro Mariani.

Vi ricordate quando scrissi che in Olanda c'è un paesino che si chiama Morra? Ebbene quest'anno mia figlia Iolanda col marito e figli hanno passato le ferie in Olanda. Mia figlia mi ha inviato le seguenti foto. Questo piccolo Morra olandese ha poche case, ed ha un laghetto che si chiama Morra. Una volta qualcuno di quel paesino visitò il mio sito web.

 

Nel frattempo ho trovato un'altra Morra, è una frazione del Comune di Città di castello di circa 220 abitanti, che dista 12,21 chilometri da questo Comune in Provincia di Perugia.

 

 

ALCUNE RICERCHE SU MORRA EFFETTUATE DALL'ARCHEOLOGO ARCHIDIO MARIANI

Cliccando sul rigo sopra si apre la Biblioteca elettronica, nell'ultima riga in basso, ultima casella ho messo un libretto con diverse ricerche su Morra effettuate dall'archeologo dott. Archidio Mariani. Per chi vuol saperne di più su quello che successe in Cefalonia cliccate su "Cefalonia": "Cefalonia

 

Comune di Morra De Sanctis Consolato in Basilea Consolato Zurigo Consolato Lugano Pro Loco Morra Sezione AME Zurigo

 Link Film Morra Pagina Link Notizie Biblioteca elettronica  Dialetto morrese  Monumenta Germanica Historica Manoscritto Divina Commedia 

Per cercare il manoscritto della Divina Commedia. cliccate sul tasto Manoscritto Divina Commedia. Quando si apre il sito della biblioteca, accanto dove è scritto "Buscar" nel piccolo spazio cliccate sulla piccola freccia blu e poi su Autore, nella spazio accanto scrivete Dante Alighieri, dopo cliccate su "BUSCAR"cliccate sul primo libro di colore bordó che appare .

 

 

 

SE CLICCATE SULLA TESTA DI QUESTO UCCELLINO TROVERETE OGNI SETTIMANA DEI BRANI SCELTI TRATTI DAI LIBRI DI DIVERSI AUTORI

Questa settimana: I propagatori del falso sono animati da un genio direi infernale, e sanno a maraviglia l’arte di menar pel naso i gonzi, che sono i più; laddove l’amico della verità è modesto, semplice, e non ha fortuna. da: Francesco De Sanctis "Saggi Critici"

 

Nella pagina dedicata al terremoto ho aggiunto link di foto e diverse mie poesie ispirate al tragico evento

PAGINA SPECIALE IN RICORDO DEL TERREMOTO DEL 1980 A MORRA DE SANCTIS (cliccate qui)

 

Numerose foto antiche purtroppo poco chiare

 

Libri nelle biblioteca del Palazzo Grassi di Morra De Sanctis

LINK DI LIBRI E GIORNALI

Dizionari

Dizionario illustrato dei simboli

Elenchi telefonici

I Promessi Sposi parlato

Libri parlati, video, musica

Tutti i giornali

La Bibbia parlata

Isabella Morra Rime

La Divina Commedia parlata

Giacomino Pugliese Giacomo de Morra

Lapidi ricordo di F. De Sanctis

 

 

 

   

LINK DI AVVENIMENTI E CERIMONIE IN U.S.A

Foto Greenwich

Processione di S. Rocco in Greenwich

Dinner gemellaggio Morra-Greenwich

Immagini di Morra

DIVERSI LINK DI FILM

Film Maria Gargani in castello Morra

Cerimonia Maria Gargani Morra

Posa travi Piscina Morra

Diversi Film

Film documentario su Morra

conc. al cast. i favolosi anni 60 e 70

Un Viaggio Elettorale De Sanctis, promo 2

 

 

 

   

FOTO

fotocopie fonto antiche

Foto antiche

Morra fotografato col teleobiettivo

Jolanda Di Pietro impres. di Morra

Foto Morra di A. Pelosi

Foto S. Lucia

Altre foto S. Lucia

Foto Festa Ass. Camp.De  Sanc. Zurigo

Foto autunno a Morra

FOTO RIAPERTURA DELLA FERROVIA AVELLINO-ROCCHETTA S.ANTONIO

 

LINK DI ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI VARIE

 

 

Archemail.it

Archeoclub "Alta Irpinia"

 

G. Di Pietro, Binningen Benkenstrasse 1963

(olio su compensato)

Di Pietro Gerardo, copia affresco di F. De Ponte sotto la volta della  Chiesa madre di Morra  distrutto dal terremoto del 1980 (olio su compensato 98 x 53 cm.)

 

Gerardo Di Pietro, Campagna di Morra,

la capanna d'Amatucciu (guazzo)

Binningen, Haupstrasse disegno dalla fermata del tram

Rebgasse,  anni'60, questa fermata del tram è stata eliminata        

 

 

Gerardo Di Pietro, Binningen, Casa accanto alla catalpa (acquerello

     

Di Pietro Gerardo,  Basilea il fiume Reno gelato a Dreiländereck

nel 1963  (acquerello)    

 

 

                                                                    

 

G. Di Pietro. Morra paesaggio campestre (acril su tela)

 

Morra, campo di papaveri (acquerello)

La bellezza della campagna morrese

 

G. Di Pietro, il Reno a Rheinfelden AG. (olio su tela)

Gerardo Di Pietro, la parete nord dell'Eiger nel Berner Oberland (acril su carta speciale).

 

 

 

 

Morra De Sanctis, Foto inaugurazione del monumento ai morresi emigrati

Foto e copyright Francesco Grippo

 

LE CARTOLINE QUI IN ALTO L'HA FATTE STAMPARE IL PROF. FRANCESCO GRIPPO CHE HA IL COPYRIGHT

 

Morra De Sanctis: Mare di nebbia al mattino (foto montaggio Gerardo Di Pietro, foto singole Jolanda Di Pietro) 

 

     
     

Ultimo aggiornamento:  22-10-17

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