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Diverse Foto

 

Biografia di Gerardo Di Pietro

 

COMUNICAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TUTTO SU MORRA DE SANCTIS

 

18-05-19

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il castello di Morra De Sanctis  (cliccare su foto per ascoltare l'Inno Italiano)

Il castello di Binningen (cliccare su foto per ascoltare l'Inno svizzero)

Geschichte, Film, Schloss von Binningen, Dorfmuseum hier klicken

     

 Queste pagine web si arricchiscono progressivamente di vari volumi e quindi di molte cognizioni letterarie. Tutti possono accedervi. Si richiede solo a chi usa documenti o concetti tratti da queste pagine, l'onestà intellettuale di citarne la fonte da cui sono state prese.

Ho inserito nella Biblioteca elettronica un quaderno di studi dell'Università di Berna intitolato: "MIGRAZIONE E DROGA" edito in Agosto 1998 ( vi prego di ricordare che non è una studio di adesso ma del 1988 tuttavia è molto interessante. Cliccate qui)
Un articolo della professoressa Rosa Fiorillo dell'Università di Salerno sulla tomba di San Vitale (campagna di Morra De Sanctis) Cliccare qui.

Volevo segnalavi questo sitohttp://www.irpinia.org/biblioteca.php?id_categoria=2

per la quantità di articoli riguardanti l'arte, la storia e l'archeologia della provincia di Avellino e oltre.

Nela sezioni immagini vi è anche un video sulla Capostrada.

 Un saluto a tutti, Archidio

 

Diversi link di film  Diversi link 

Gerardo Di Pietro, Autoritratto (olio su tela 80x60 cm.)

La giacca fotografata col flasch è sbiadita, in verità il colore nel quadro è uniforme)

 

ODORE DEL TEMPO

Il gelsomino bianco

è carico di anni lontani;

il Corpus Domini

odora di petali

tra schiere di vestitini

e animucce bianche.

Gerardo Di Pietro

Giugno 1998

                     ***

GERUCH DER ZEIT

Die Erinnerung der weisse Jasmin

ist mit vielen vergangenen

Jahren beladen.

Das Fronleichnamsfest

duftet von Blumenblätter,

zwischen Reihen von Kleidchen

und kleine weissen Seelchen

Gerardo Di Pietro

Juni 1998

 

LA STORIA D'UN CAVALLETTO PER DIPINGERE

 

Quando dipingo i quadri piccoli mi servo di un cavalletto piccolo da tavolo. Per i quadri grandi, come il mio autoritratto qui accanto, devo utilizzare un cavalletto grande che vedete in questo articolo.  E questo vecchio cavalletto ha una storia.

Nello stesso edificio dove abito io abitava anche un pittore di origine olandese che si chiamava Pieter van de Cuyle. (2 novembre 1909 in Berath am Niederrein; † 13 agosto 1990 in Binningen). Un giorno vide un mio quadro di natura morta e mi regalò il suo vecchio cavalletto nella foto:

Questo pittore componeva quadri moderni e partecipava a diverse mostre. Era un uomo socievole e ogni Natale regalava agli inquilini dell'edificio più anziani una stampa con gli auguri e la copia di un suo quadro. Dopo tanti anni che ci incontravamo tutti i giorni non aveva mai imparato a pronunziare il mio cognome Di Pietro, mi chiamava sempre Di Pitro. È interessante la storia della suo vita. Il padre, un direttore d'orchestra e la madre una cantante, erano di origini olandesi, emigrarono nel 1927 a Dortmund, in Germania. Pieter dopo aver frequentato il Ginnasio si iscrisse alla scuola d'arte della città per diventare maestro di disegno. Nel 1928 frequentò l'Accademia Artistica di Berlino e partecipò a una mostra in Berlino.

Durante una visita a una mostra di Emil Nolde rimase impressionato dai suo quadri e cambiò anche lui il suo stile accademico con uno stile moderno. Dal 1932 era membro della Commissione per la Cultura del Regno ma nel 1934 fu espulso. Nel 1936 fu dichiarato "pittore degenerato" e gli fu vietato dipingere. Continuò lo stesso a dipingere di nascosto. Il 22 novembre 1943 il palazzo in Berlino dove abitava fu colpito da una bomba e rimase con altre 26 persone per 20 ore in cantina sotto le macerie.  In questa situazione fece voto di regalare le sue future opere religiose a una chiesa dedicata alla Madonna, in ricordo dell'evento e come ringraziamento.

La salvezza arrivò dai Pionieri tedeschi che avevano ricevuto l'ordine dal comandante di recuperare una cassaforte dalle macerie e così trovarono anche le persone che erano in cantina. Ferito si ammalò di tubercolosi fu ricoverato in ospedale. Nel dicembre 1943 anche l'spedale fu bombardato e l'artista si spostò in treno nella cittadina tedesca della Foresta Nera San Blasien, non lontano da Basilea dove rimase molto tempo tra la vita e la morte  in un sanatorio. Dopo la guarigione si stabilì in quella città. Dal 1953 al 1962 Pieter partecipò a diverse mostre in Basilea, si sposò con Elisabetta Köhli e venne ad abitare in Binningen.

L'artista si fece un nome nella Regione di Basilea e mostrò i suoi lavori in diverse mostre. Nel 1966 partecipò in Zurzach con dei quadri sulla sua "Via Crucis" ad una mostra tematica "La Croce nell'arte attuale".

Nel 1971 partecipò a una mostra sul tema "La morte nell'arte attuale". Più tardi si presentò la possibilità di sciogliere il suo voto lasciando le sue opere religiose alla chiesa di Zurzach dedicata alla Madonna (Oberen Kirche). Nel 1989 Cuylen donò alla Comunità cattolica di Bad Zurzach le sue religiose opere più importanti.

Nell'ottobre 2005 Elisabeth Van de Cuylen donò alla Fondazione per la promozione della salute di  Zurzach Bagno le opere del marito che furono acquistate dalla casa del vecchio coro maschile. Da allora in Mauritiushof è stata allestita una mostra permanente con opere scelte di van der Cuyle.

I quadri dell'artista vengono annoverati  all'espressionismo arcaico. Tutte le sue opere spaziano tra i disegni, acquerelli, e la pittura fino ai rilievi, della pittura su vetro e dalla pittura dietro il vetro. Le sue opere si possono vedere in Mauritiushof in Zurzach.

 

Il suo curriculum l'ho tradotto dal tedesco in Wikipedia.

 Gerardo Di Pietro

 

 

 

Nella pagina dedicata al terremoto ho aggiunto link di foto e diverse mie poesie ispirate al tragico evento anche le foto del 2018

PAGINA SPECIALE IN RICORDO DEL TERREMOTO DEL 1980 A MORRA DE SANCTIS (Anno 2018 Foto cliccate qui)

 

CELESTINO GRASSI MI HA INVIATO DUE ARTICOLI SULLA VIA APPIA CHE FORSE PASSAVA PER CONZA (Cliccare qui )

Cliccare sul Gazzettino per vedere se ci sono nuove notizie)

 

 IL GAZZETTINO

 

DIE FOLGENDE SÄTZEN KÖNNEN DEN SCHWEIZER HISTORIKER INTERESSIEREN.

Ich habe sie aus den Erinnerungen eines venezianisch berühmten Mann des 1700, in dem er von seiner Reise nach Spanien erzählt. Das Buch ist auf italienische Sprache geschrieben worden, aber in Internet findet man auch auf Deutsch. 

„Zu jener Zeit, von der ich erzählte, beschäftigte das Kabinett von Madrid sich mit einem schönen Unternehmen. Man hatte aus verschiedenen deutschen Kantonen der Schweiz tausend Familien ins Land gezogen, um eine Kolonie in der schönen, aber verödeten Gegend der Sierra Morena zu gründen. Ganz Europa kennt diese Gegend durch die Abenteuer des Don Quijote in dem Cervantesschen Meisterwerk. Die Natur schien sich darin gefallen zu haben, ihre schönsten Gaben über diese Landschaft auszuschütten: ein köstliches Klima, fruchtbarer Boden, reichliches und sehr reines Wasser und endlich die günstigste Lage zwischen Andalusien und Granada; und trotzdem war diese grosse, schöne Landschaft verödet. Um diesem unerfreulichen und beinahe unerklärlichen Zustande abzuhelfen, hatte der König beschlossen, geschickten und fleissigen Kolonisten auf eine gewisse Anzahl Jahre den vollen Ertrag der Erde zum Geschenk zu machen. Infolgedessen hatte er Schweizer ins Land gerufen und ihnen die Reise bezahlt. Die Schweizer kamen, und die spanische Regierung beeilte sich, sie unterzubringen und sie vor allen Dingen einer guten weltlichen und geistlichen Polizei zu unterwerfen. Olavides, der ein kluger Mann und einigermassen belesen 1989 war, betrieb diese Angelegenheit. Er verhandelte mit den Ministern, um unter der neuen Bevölkerung gute Ordnung zu schaffen; sie brauchte Beamte für eine gute und schnelle Rechtspflege, Priester, einen Gouverneur und die nötigen Handwerker, um Häuser und Kirchen zu bauen, besonders aber einen Zirkus für die Stiergefechte, die für gute, einfache Schweizer vollkommen überflüssig sind; einem Spanier jedoch ist es ganz unbegreiflich, wie man diese entbehren kann. In seinen Eingaben hatte Don Pablo Olavides sehr vernünftigerweise gesagt, wenn die Kolonie gedeihen solle, so müsse man jede Art von Mönchen völlig fernhalten. Er hatte die besten Gründe dafür beigebracht, aber selbst wenn er die Richtigkeit seiner Behauptung mathematisch bewiesen hätte, so wäre nichts weiter nötig gewesen, um ihm den Hass aller Mönche und Mönchsfreunde von ganz Spanien zuzuziehen, vor allen Dingen den des dummen Bischofs, zu dessen Sprengel die neue Kolonie gehörte. Die Weltpriester sagten, Olavides habe recht; aber die Mönche schrien, es sei eine Gottlosigkeit, und da die Inquisition in erster Linie mönchisch ist, so begannen bereits die Verfolgungen. Auf dieses Thema kam unsere Unterhaltung beim Essen. Nachdem ich schweigend die Gründe und Gegengründe angehört hatte, sagte ich so bescheiden wie möglich, in wenigen Jahren werde aus mehreren physikalischen und moralischen Gründen die mit so grossen Kosten eingerichtete Kolonie wie ein leichter Rauch sich verflüchtigen. Der Hauptgrund, den ich vorbrachte, war der, dass der Schweizer sich von allen anderen Nationen unterscheidet. Ich sagte ungefähr folgendes: »Der Schweizer ist eine Pflanze, die sofort entartet und abstirbt, wenn sie in ein anderes Erdreich versetzt wird. Die Schweizer sind ein Volk, das allgemein in hohem Grade dem Heimweh unterworfen ist. Wenn diese Krankheit bei einem Menschen auftritt, ist das einzige Heilmittel, dass er nach dem Dorf, der Hütte, dem See zurückkehrt, wo er geboren ist. Sonst geht er zugrunde und stirbt. Ich glaube, es wäre gut, die Schweizer Kolonie mit einer Kolonie von Spaniern zu verbinden, damit sie sich durch Heiraten vermischen; man dürfte ihnen, wenigstens in der ersten Zeit, nur schweizerische Richter und Priester geben. Vor allen Dingen aber müsste man ihnen zusichern, dass sie in Gewissensfragen ausserhalb der Inquisition stehen; denn die Schweizer Bauern haben in Liebesangelegenheiten ganz eigentümliche Gesetze und Gebräuche, von denen sie ihrer Natur nach niemals lassen können, die aber die geistliche Denkungsart in Spanien niemals billigen würde. Der geringste Zwang in dieser Hinsicht würde sehr schnell ein allgemeines Heimweh hervorrufen.« Meine Bemerkungen, die Olavides anfangs nur für einen Scherz gehalten hatte, leuchteten ihm schliesslich doch ein, und er begriff, dass ich wohl recht haben könnte. Er bat mich, meine Gedanken über diesen Gegenstand aufzuschreiben und meine Ansichten nur ihm allein mitzuteilen. Ich versprach es ihm, und Mengs setzte den Tag fest, an dem er mit mir zusammen bei ihm speisen könnte“.

 

***

Aus Charles Dickens Buch: BILDER AUS ITALIEN (Jahr 1844)

 

Es mag eine Folge der dem Volksgefühl und den Volksbörsen gegebenen Richtung auf die Seelen im Fegefeuer sein, dass man den Körpern der Toten hier so ausserordentlich wenig Beachtung schenkt. Für die ganz Armen befinden sich unmittelbar neben einer Ecke der Mauern und hinter einem hervorspringenden Punkt der Festungswerke nicht weit vom Meere gewisse gemeinschaftliche Gruben – eine für jeden Tag des Jahres welche alle verschlossen bleiben, bis eine nach der andern zur täglichen Empfangnahme ihrer Leichen an die Reihe kommt. Unter den Truppen in der Stadt sind gewöhnlich einige Schweizer, mal mehr, mal weniger. Wenn einer von diesen stirbt, wird er auf Kosten einer Kasse begraben, die seine in Genua wohnenden Landsleute unter sich haben. Dass für diese Leichen Särge gekauft werden, setzt die Behörden in großes Erstaunen.

***

DAS BINNIGERSCHLOSS WURDE IM JAHRE 1870 AN EINEM OFFIZIERE VON GARIBALDE VERMACHTE.

 

"Um 1870 trat das Schloss Binningen noch einmal aus Einerlei alltäglichen Geschehens heraus. Seine Beitzerin hatte es einem ehemaligien  Offizier aus dem Freiwilligenkorps des italienischen Freiheitshelden Giuseppe Garibaldi vermacht, mit der Bestimmung, dass Garibaldi das Schloss gegebenfalls selber hätte übernehnen können".

Aus dem Buch: Baslerheimattgeschichte von Fritz Meier, s. 533

***

Gerardo Di Pietro, Bosco (olio su tela)

G. Di Pietro. Autoironia del Professore

(olio su tela 60x80 cm)

 

Gerardo Di Pietro: Natura morta (olio su compensato) 19/02/2019

 

Gerardo Di Pietro ghiacciaio nel Vallese/ Gletscher im Wallis, (olio su carta A4)

 

Gerardo Di Pietro Paesaggio di montagna (olio su compensato)

Gerardo Di Pietro "Sul lungolago di Brienz" (acquerello)

 

Gerardo Di Pietro: Fanciulla con i fiori (olio su tela)

 

 

 

Gerardo Di Pietro, Frutta (Acril su carta speciale A4)

 

 

Gerardo Di Pietro: Ragazza col cagnolino (olio su tela)

 

Gerardo Di Pietro Madre e figlia Olio su tela

G. Di Pietro, Binningen,

Haupstrasse (fermata tram Rebgasse abolita anni '60)

olio su compensato 15/10/2018

Gerardo Di Pietro Eiger Nordwand (Acril su compensato)

Gerardo Di Pietro Fiori (pennarello su carta)

Gerardo Di Pietro Ponte sul Reno (acquerello)

Gerardo Di Pietro Tramonto (olio su carta speciale)

 

Gerardo Di Pietro "montagne in Berner Oberland" Acquerello e Acril su carta)

Gerardo Di Pietro, papapaveri (Acquerello)

Gerardo Di Pietro Crepuscolo, (olio su compensato)

Gerardo Di Pietro, Dos Chicas Andaluzas (olio su tela)

 

NON SO SE CI AVETE MAI PENSATO: IL PRIMO EMIGRATO MORRESE IN SVIZZERA FU PROPRIO LUI NEL LONTANO 1856: "FRANCESCO DE SANCTIS", DOVREBBE ESSERE RICORDATO SUL MONUMENTO AGLI EMIGRATI A MORRA

SE CLICCATE SULLA TESTA DI QUESTO UCCELLINO TROVERETE OGNI SETTIMANA DEI BRANI SCELTI TRATTI DAI LIBRI DI DIVERSI AUTORI

 Questa settimana: Un brano del diario di Leone Tolstoi (lo scrittore russo Leone Tolstoi è quello che scrisse "GUERRA E PACE" che forse avete visto anche in un film

 

TUTTO QUELLO CHE ERA SCRITTO NEL GAZZETTINO SULLA BEATA MARIA GARGANI L'HO MESSO IN UNA PAGINA SPECIALE, CLICCARE SULLA SUA EFFIGIE

 

 

 

Comune di Morra De Sanctis Consolato in Basilea Consolato Zurigo Consolato Lugano Pro Loco Morra Sezione AME Zurigo

 Link Film Morra Pagina Link Notizie Biblioteca elettronica  Dialetto morrese  Monumenta Germanica Historica Manoscritto Divina Commedia 

Per cercare il manoscritto della Divina Commedia. cliccate sul tasto Manoscritto Divina Commedia. Quando si apre il sito della biblioteca, accanto dove è scritto "Buscar" nel piccolo spazio cliccate sulla piccola freccia blu e poi su Autore, nella spazio accanto scrivete Dante Alighieri, dopo cliccate su "BUSCAR"cliccate sul primo libro di colore bordó che appare .

Libri nelle biblioteca del Palazzo Grassi di Morra De Sanctis

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Processione di S. Rocco in Greenwich

Dinner gemellaggio Morra-Greenwich

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Film Maria Gargani in castello Morra

Cerimonia Maria Gargani Morra

Posa travi Piscina Morra

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Film documentario su Morra

conc. al cast. i favolosi anni 60 e 70

Un Viaggio Elettorale De Sanctis, promo 2

 

 

 

   

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Jolanda Di Pietro impres. di Morra

Foto Morra di A. Pelosi

Foto S. Lucia

Altre foto S. Lucia

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Foto autunno a Morra

FOTO RIAPERTURA DELLA FERROVIA AVELLINO-ROCCHETTA S.ANTONIO

 

LINK DI ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI VARIE

 

Archemail.it

Archeoclub "Alta Irpinia"

 

Morra De Sanctis, Foto inaugurazione del monumento ai morresi emigrati

Foto e copyright Francesco Grippo

 

LE CARTOLINE QUI IN ALTO L'HA FATTE STAMPARE IL PROF. FRANCESCO GRIPPO CHE HA IL COPYRIGHT

 

 

 

                                                                                                      

Bellissima foto si Jolanda Di Pietro-Löhr del Reno con il ponte Wettstein,  la cattedrale e un ampio panorama della Piccola Basilea con il grattacielo della ditta chimica "La Roche"

 

Schöne Foto von Jolanda Di Pietro- Löhr des Rhein und Klein Basel

Morra De Sanctis: Mare di nebbia al mattino (foto montaggio Gerardo Di Pietro,

foto singole Jolanda Di Pietro)

 

 
       

 

 

   

       
       

Ultimo aggiornamento:  18-05-19

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